Le recensioni di Pelle: Viaggi e Intemperie

Pelle
21 dic 2009

Sul sottile filo che lega la nostalgia del passato e la scoperta di un presente sorprendente si fonda “Viaggi e Intemperie”, in cui i figli del grande Ivan Graziani, Filippo e Tommaso, accompagnati da fidi musicisti, alcuni dei quali compagni d’avventura del padre, portano in scena (è proprio il caso di dirlo, vista la scelta, azzeccatissima, di girare l’Italia in teatro) le canzoni che hanno reso celebre Ivan.

E’ difficile descrivere quello che si può provare durante le due ore di spettacolo. La prima parola che mi viene in mente è sicuramente “emozionante”. Emozione allo stato puro. Intensa, vera, coinvolgente. Ma è un’emozione che muta continuamente, dall’inizio alla fine dello show. L’impatto iniziale è fortissimo: chitarra acustica, voce in primo piano. La somiglianza tra la voce di Filippo e Ivan è qualcosa che stupisce, fino ad impressionare, ma che non sfocia mai nella mera imitazione. Questo è sicuramente il primo grande merito di Filippo. Passato lo shock (positivo) iniziale, lo spettatore viene inondato dalla musica di Ivan, affascinante, intelligente, a volte scanzonata, a volte tremendamente profonda e tagliente. L’altro merito di Filippo, da condividere in questo caso con gli altri compagni di viaggio, è quello di arrangiare le canzoni secondo la propria attitudine, senza però stravolgerne l’essenza. E’ bello pensare che se Ivan avesse potuto suonare queste stesse canzoni oggi, probabilmente le avrebbe “rivisitate” proprio così.

L’affiatamento dei ragazzi sul palco è trascinante. Il suono potente, pulito. Le capacità tecniche dei singoli sono indiscutibili, ma sorprendono l’amalgama e la compattezza mostrate, come se sul palco ci fosse una band che suona assieme da 20 o più anni. Come dicevamo prima, però, lo spettacolo si mantiene in equilibrio tra presente e nostalgia. L’ultima mezz’ora di spettacolo mette in difficoltà anche i cuori più insensibili: è praticamente impossibile non commuoversi di fronte a canzoni come “Agnese” o “Lugano addio” e agli altri grandi classici del repertorio.

Al termine di questo lungo viaggio tra presente e passato, rimane netta la sensazione di aver riscoperto un grande chitarrista e compositore, forse troppo spesso dimenticato dai media e dalla grande industria della musica, e di aver scoperto due nuovi, grandi musicisti come Filippo e Tommaso: a loro ed ai loro compagni il grande merito di averci ricordato Ivan e la sua produzione, anche quella meno nota. Un grande augurio per le rispettive carriere ed un grazie sincero per quello che hanno saputo regalare al pubblico di Novafeltria. Spettacolo straconsigliato a tutti, speriamo in un bis novafeltrino (o novafeltrese?)…

httpv://www.youtube.com/watch?v=73gvsXeUeS0

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  • cRoW2k

    Novafeltrese ;)

    Davvero un gran bello spettacolo, Musica con la M maiuscola. Congratulazione a tutto il gruppo, grande Filo!