Riporto in questo articolo uno stralcio della proposta del Sindaco di Casteldelci perchè è bene che tutti gli altri Sindaci della Valmarecchia prendano atto del beneficio che questa proposta porterebbe alla vallata.
L’ANAS, ha intenzione di trasformare la E45 da superstrada in autostrada, in attuazione del piano che prevede la realizzazione dell’autostrada Ravenna – Venezia per inserirsi nel corridoio V° del progetto europeo della grandi direttrici.
Per ciò che riguarda la E45 si prevede la trasformazione da superstrada in autostrada con la realizzazione delle corsie di emergenza e l’ampliamento delle sedi esistenti con il rifacimento di tutti i viadotto esistenti non essendo gli attuali assolutamente idonei né potenziabili al fine di reggere un traffico come quello di un’autostrada.
Questo comporta quasi il raddoppio dell’attuale sede stradale con: ampliamento delle gallerie, raddoppio dei viadotti, ampliamento di tutti gli svincoli e infrastrutture accessorie con costi enormi e con un impatto ambientale totalmente devastante.
Da qui emerge l’assoluta necessità di bloccare l’attuale proposta per proporre ed esigere una variante che partendo da Sarsina arrivi a Pieve Santo Stefano passando per Pontemessa ( Pennabilli).
La lunghezza chilometrica non varierebbe di molto, a fronte degli attuali 42 Km si passerebbe a 48/50 Km. Lo svalico in località Verghereto ( quasi a 900 metri s.l.m.) è già oggi un’opera che crea problematiche di viabilità e di manutenzioni quasi impossibile in inverno per la totale esposizione a nord e le abbondanti nevicate e gelate che caratterizzano la zona. La manutenzione dei viadotti e del manto stradale in zona valico è stato dimostrato che ha dei costi proibitivi se non impossibili.
L’ipotesi di cambiare il tragitto da Sarsina a Pontemessa (Pennabilli) e da qui risalendo l’ asta del Marecchia fino a Ponte Presale(Badia Tedalda di Arezzo) per andare verso Pieve Santo Stefano, presenta i seguenti vantaggi: La variante partirebbe da Sarsina fino sotto Sant’ Agata Feltria, parte in superficie e parte in viadotto, per entrare in galleria ed uscirne a Pontemessa, nella sponda sinistra del Marecchia, da qui può risalire in parte in viadotto verso Ponte Presale da cui rientrerebbe in galleria per sfondare in zona Pieve Santo Stefano.
Il bacino di utenza sarebbe non meno di 40.000 abitanti ( tutta l’ alta Valmarecchia, la bassa Valmarecchia e sicuramente altri 15.000 abitanti dei comuni marchigiani: Carpegna, Montecopiolo , Macerata Feltria ecc..).
Con lo svincolo a Sant’ Agata Feltria e con quello più ampio in zona Ponte Messa, tutte le attività artigianali e piccolo industriali della zona e di tutta la vallata riprenderebbero immediatamente vigore e sviluppo, la stessa strada di gronda che Rimini sta realizzando troverebbe subito interesse al suo proseguimento fino a tale svincolo realizzando così un immediato collegamento tra Rimini, Roma, la regione Toscana con Arezzo e Firenze. Se fino ad ora non si era posto il problema di questa variante era determinato dal fatto che essendo la nostra vallata nella regione Marche, non siamo mai stati come territorio considerati con attenzione, ma ora essendo in provincia di Rimini, i termini dell’interesse cambiano sostanzialmente, infatti la stessa provincia di Rimini deve ora esprimere un parere, il comune di Sant’ Agata Feltria deve esprimerne uno proprio e tutto il territorio ora ha una forte motivazione esprimendosi all’unisono tra Comuni, Comunità Montana Provincia e Regione.
Questo documento nasce dall’ esigenza di focalizzare ed unire tutti coloro che hanno a cuore il bene della nostra Vallata e di tutta la provincia di Rimini, cerca di rispondere alla decennale esigenza di risolvere il problema viario dell’Altavalmarcchia e del suo territorio, vuol mettere in condizione di porre al centro di una viabilità interregionale, nazionale ed europea tutta la zona della bassa Romagna e soprattutto ricreare le condizioni per un rilancio alla grande di tutta l’imprenditoria della nostra zona.
Voi cosa ne pensate? Pro e contro di questa possibile variante?