Le recensioni di Pelle: Valleys of Neptune

The AuthorPelle The Time9 marzo 2010 CommentsView Comments
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James Marshall Hendrix, in arte Jimi, muore a Londra il 18 Settembre 1970, all’età di soli 27 anni. Comunque abbastanza per cambiare radicalmente la storia della musica, inventando di fatto “lo stile” del chitarrista rock. Potremmo definire il suo sound come la perfetta unione di Rhythm and Blues, Soul, improvvisazione Jazz e l’aggressività del nascente Rock’n’Roll. La sua tecnica arrivò ovunque ed abusò (in senso straordinariamente positivo) di ogni effetto sonoro allora disponibile; perfino le espressioni del corpo, del viso, della mano, rappresentano uno stilema difficilmente eludibile per ogni chitarrista. Jimi Hendrix è “l’icona” del Rock.

Come spesso accade alle icone, però, venne sfruttato dal punto di vista commerciale in maniera spudorata sia da vivo che, soprattutto, una volta passato a miglior vita. Le pubblicazioni postume oramai non si contano più. In pochi anni venne pubblicata qualsiasi cosa potesse essere anche solo lontanamente avvicinabile ad una canzone, indipendentemente dal grado di finitura o dal destino che il buon Jimi gli aveva affidato. Non è da escludere che gran parte del materiale sin qui pubblicato sia stato giudicato “scadente” da Hendrix in primis, ma la voracità degli ascoltatori e dei fans era ed è tale da essersi trasformata in una sorta di deviazione feticistica che giustifica ampiamente le centinaia di pubblicazioni di “inediti”, sancite da un indiscusso successo di vendite.

Arriviamo così all’8 Marzo 2010, giorno in cui esce “Valleys of Neptune”. Annunciato in pompa magna come “la” raccolta di Jimi Hendrix, si rivela l’ennesimo bluff commerciale. A che pro ascoltarsi del materiale che, per quanto inedito, rappresenta solamente un tentativo sterile di raffazzonare qua e là vecchie registrazioni ed appiccicarle col vinavil sopra una base comune? Certo, l’operazione nostalgia funziona. Ascoltate le prime cinque tracce, non si può non togliere il cd dal lettore ed inserire “Are you experienced?” o “Electric Ladyland” e rientrare nei magici anni ’60 e sognare di appartenere, almeno per una volta nella vita, a quel periodo tanto straordinario e fecondo. Se questo “Valleys of Neptune” serve a qualcosa, allora, è proprio per ricordarci che la musica di Jimi è ancora qui, a quarant’anni di distanza, ancora magicamente attuale e misteriosamente affascinante.

Voto al disco: -

Discografia:

Are you experienced?: 9,5

Axis: bold as love: 7

Electric Ladyland: 10

Band of Gypsys: 7,5

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