Le recensioni di Pelle: Them Crooked Vultures
Dave Grohl (ex Nirvana, ora Foo Fighters) alla batteria, John Paul Jones (Led Zeppelin) al basso e Josh Homme (ex Kyuss, ora Queens of the Stone Age) alla chitarra e voce. Ai Them Crooked Vultures non serve altra presentazione. Lo scorso 17 Novembre è stato pubblicato il primo e omonimo lavoro nato, appunto, dalla collaborazione dei tre mostri sacri appena citati. Ancor prima di ascoltare il disco, è lecito porsi una domanda: perché? Perché tre validi musicisti e compositori, provenienti da generi, pubblico e se vogliamo anche epoche diversi decidono di rinchiudersi in studio e pubblicare del materiale inedito?
Soldi? Credo proprio di no.
Divertimento? Può essere. Dopotutto Grohl è un gran simpaticone e Homme non è certo uno che si tira indietro. Di sicuro il vecchio Jones si sarà sbudellato dalle risate.
Stanchezza con i rispettivi gruppi? E’ un’altra possibilità.
Voglia di sperimentare? Credo sia la principale ragione. E’ piuttosto difficile pensare che gruppi come Foo Fighters o Queens of the Stone Age possano proporre qualcosa di nuovo relativamente alla propria produzione. In questo senso, i Queens of the Stone Age hanno osato di più.
Suonare con uno dei tuoi idoli giovanili? Chissà che goduria per i due “giovincelli” misurarsi con un pezzo di storia sicuramente legato alla loro gioventù ed alla loro formazione musicale.
Finita questa riflessione, partiamo con l’ascolto del disco. La prima cosa che balza all’orecchio è una sezione ritmica mostruosa. Certo, non vi era altra possibilità, ma il risultato va comunque sottolineato. Anche la chitarra di Homme è ispirata, come al solito. La voce, invece, richiama troppo i Queens of the Stone Age. Per far suonare il progetto ancora più fresco, forse Homme avrebbe dovuto rinunciare a presentarsi anche come vocalist e chiamare qualche amico dalla timbrica meno riconoscibile. L’album suona pieno, acido e psichedelico. Diversi i cambi di ritmo, notevole la tecnica messa in campo. Sonorità chiaramente blues, richiami doverosi ai Led Zeppelin con un pizzico di stoner qua e là. Produzione di gran classe: un album completo, senza pause, senza cali di tensione, mai banale, mai scontato. Acquisto consigliato a tutti. Download quantomeno obbligatorio.
Voto al disco: 8







