La partecipazione dello storico gruppo milanese degli AFTERHOURS alla scorsa edizione del Festival di Sanremo,aveva fatto discutere il piccolo mondo della musica underground italiana;tante,troppe voci forse,si erano alzate per criticare quella che sembrava una scelta forzata di pubblicità di massa ma probabilmente l’uscita di scena dopo solo una puntata avrà fatto tornare presto il sorriso ai seguaci di Agnelli & Co.
La rivincita però era nell’aria visto che nonostante la fugace apparizione sanremese,il gruppo si è aggiudicato il premio della critica considerato da sempre il “premio qualità” e forse la vera vittoria dell’ambiente sotterraneo si è avuta proprio con la dipartita del gruppo sin da subito,non dovendo così mettersi a confronto con i vari Marco Carta ecc ecc..
Il progetto che segue questa esperienza mediatica la dice lunga sullo stato della musica italiana. Infatti gli After hanno riunito 19 tra i più validi esponenti della musica indie-alternativa di casa nostra per una compilation intitolata “IL PAESE E’ REALE” fatta di altrettanti brani che vogliono rompere il muro del silenzio auto-creatosi nel corso degli anni. Si cavalca così l’onda emotiva generata dalle LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA con l’album “Canzoni da spiaggia deturpata” rivelazione 2008 e vincitore della targa Tenco o il successo sugli scaffali di DENTE con il suo “L’amore non è bello” nel quale i sentimenti vengono analizzati e sviscerati con cinismo ed ironia seguendo un percorso immaginario voluto dall’artista.
Ad aprire la carrellata di brani troviamo proprio gli Afterhours con la canzone presentata sul palco dell’Ariston seguiti da un Paolo Benvegnù in splendida forma con l’ottima “Io e il mio amore” ed un riflessivo Marco Parente a fare da apripista ai più o meno giovani come il già citato Dente,i partenopei (inglesizzati) A Toys Orchestra ed i membri del Teatro degli orrori. Proseguendo si potranno ascoltare anche The Zen Circus,Roberto Angelini,Cesare Basile,Marta sui tubi e tanti altri portabandiera della generazione schiva ed emozionante che attira sempre più pubblico nei piccoli locali di provincia ricercando e ricreando quel rapporto artista-pubblico che sembra svanito da un po’ di tempo a questa parte. Insomma,l’operazione “usciamo allo scoperto” sembra riuscita alla grande e per di più con un progetto a portata di tutte le tasche,per chi volesse avvicinarsi alla musica italiana d’autore questo è il momento migliore e le iniziative a quanto pare non mancano.