Amici di Valmablog, riprendo le mie recensioni di film horror partendo dalla trilogia delle “Tre Madri” di Dario Argento. Primo capitolo, “Suspiria”, uscito nel lontano 1977: a mio parere nettamente il miglior film della trilogia e probabilmente il miglior film del regista italiano.

Locandina di Suspiria
A dispetto di una sceneggiatura non certo memorabile, Argento confeziona un film eccellente, che fa della fotografia di Luciano Tovoli il suo punto di forza principale. Il film è ambientato in una scuola di danza di Friburgo, immersa nella Foresta Nera, scelta azzeccata, a differenza del successivo capitolo, “Inferno”, ambientato invece a Roma e New York, location non particolarmente coinvolgenti. La protagonista Susy scoprirà suo malgrado il terribile segreto che nasconde la scuola di danza.
Argento punta forte sull’eccellente colonna sonora di Goblin e confeziona una visionaria e surreale favola nera: fra i colori predominio del rosso acceso e di tinte forti che assieme alle porte enormi rimandano ad “Alice nel Paese delle Meraviglie”, una favola appunto, non a caso circola la voce che il regista volesse delle bambine come protagoniste, ma questo era ovviamente impossibile visto il numero di omicidi messo in scena. Il livello di tensione è elevato, senza far ricorso ai famigerati “Buh”, basti citare per esempio la scena in cui il pianista cieco, interpretato da Flavio Bucci, percorre da solo una grande piazza mal illuminata. Come spesso accade, il protagonista del film raramente cattura l’attenzione dello spettatore, discorso opposto per i comprimari: appunto il pianista cieco e la direttrice della scuola interpretata dalla bravissima Alida Valli. Argento non si smentisce: punta forte sulle immagini, sulle inquadrature di particolari e fa crescere la paura nel cuore dello spettatore sfruttando con sapiente abilità i rumori: dal vento ai tuoni,i passi e il respiro (o meglio, sospiro) delle persone. A mio parere non è invece all’altezza del prodotto il finale, che ricorda troppo ahimè certe pellicole di serie B alla Lamberto Bava.
Per quel che concerne l’aspetto splatter, Argento non esagera, ma il cultore non rimarrà deluso dalla realizzazione degli omicidi. In particolare il primo della serie (del quale vi posto il link, ma lo sconsiglio agli stomaci deboli) assimila perfettamente lo spirito che ha animato il regista nella realizzazione di “Suspiria”.
Voto: 7.5
Livello Splatter: 3 su 5