Anteprima: District 9

The Authorsancez The Time27 settembre 2009 CommentsView Comments
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TRAILER HD

Dopo tanta attesa ecco il film sugli alieni di Peter Jackson, padre glorioso della trilogia de “Il Signore Degli Anelli”, e dello pseudo-remake di “King Kong”.

Dimenticatevi la dolce figura di E.T e dei piccoletti di “Incontri Ravvicinati” di Spielberg, cancellate l’immagine degli Slungagnoni Verdastri di “Signs”, non aspettatevi il frutto dell’immaginazione di Ridley Scoot con “Alien”, i lontani visitatori di Jackson sono dei Gamberoni alquanto disgustosi!!!

Il fortunato regista delle avventure di Frodo & Co sembrerebbe aver toppato nuovamente (dopo King Kong) con questa scenaggiatura. Più che una storia di alieni, (cosa che tutti ci aspetteremmo) con navi spaziali, mostriciattoli e scontri ravvicinati di ogni tipo, ci troviamo di fronte ad un dramma sociale, ad una metafora sulla diversità, sul razzismo, sull’impossibilità di integrazione.

Di fronte ad una critica che esalta il film per la sua valenza etico-sociale e per le scelte propriamente cinematografiche fatte (è girato mescolando momenti di fiction a falsi documentari, interviste a conoscenti e parenti, scene completamente girate con camera a mano, spezzoni di telegiornali, riprese di telecamere di sicurezza, ecc…, in un perfetto mix tra fiction e mockumentary), un numero piuttosto elevato (per non dire tutti) di spettatori sono sembrati alquanto scettici e delusi da questo film definito sempre dagli esperti del settore “di una portata metaforica ed emozionale unica”.

Non mancano le scene d’azione (più che altro nella seconda parte del film, sempre che non vi siate addormentati o siate già usciti dalla sala) e sono anche girate in maniera magistrale, ma è troppo poco per esaltare il frutto del lavoro di Jackson.

Interessante, invece, la scelta di ambientare lo sbarco degli alieni a Joannesburg in Sud Africa, (lo stesso titolo “District 9”, fa sicuramente riferimento al District Six, simbolo dell’apartheid sudafricano)

**NON LEGGERE SE NON VUOI SAPERE PARTE DELLA TRAMA DEL FILM**

Rinchiusi nel Distretto 9, gli alieni non fanno altro che razziare in giro per la città quando riescono a sgattaiolare fuori dal recinto o sottostare alle terribili condizioni di un gruppo di nigeriani che barattano prostitute e cibo per gatti (di cui gli alieni vanno ghiotti) in cambio di soldi e armi speciali. Armi che possono essere utilizzate solo dagli extra-terrestri e su cui l’MNU (Multi-National United) ha messo gli occhi, mascherando questo interesse di profitto e di logica economica, con lo scopo di mettere ordine al controllo degli alieni trasferendoli nel Distretto 10, sorta di campo di concentramento.

In questo clima di violenza e inumanità entra in scena il protagonista del film, Wikus Van de Merwe incaricato di sfrattare tutti gli alieni dalle loro baracche e portarli nel più controllabile Distretto 10 e in seguito trovatosi ad affrontare la più terribile delle avventure a causa di un’infezione aliena.

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Personalmente se voglio guardarmi un film “metaforicamente impegnato” preferisco tutt’altro genere, inoltre scoprire che c’è un ”umanità aliena” molto più profonda e leale di quella umana mi sembra alquanto audace come scelta cinematografica. Indubbiamente se la storia non avesse come soggetto principale l’alieno in sè direi che protrebbe essere un film per sensibilizzare le persone ai drammi sociali quali l’apartheid, ma per il tipo di linea cinematografica scelta il tutto mi sembra una gran cavolata.

Ai coraggiosi che vogliono comunque sedersi in sala dico che do come voto a “District 9″ una stella e mezzo su cinque.

Buona visione

Sancez

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